Preparazione:
Scaletta ben mescolata,
una spruzzatina di Preascolto,
un'ora di Mixaggio a fiamma veloce,
servire freddo con abbondante Alcool.
What is The Other Soundz?
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Eccovi uno stralcio dell'ottima recensione di Annalisa Esposito per Extra! Music Magazine...
"In un’epoca in cui si rischia di essere sopraffatti da milioni di sonorità diverse, non resta che mettere nello stereo The Other Soundz Compilation e ascoltare un sunto di quello che l’odierno panorama musicale alternativo ci propone.... Un mix di canzoni che ben si amalgamano tra di loro e che forniscono una visione del presente, e anche del futuro, del sound indie rock, elettronico e pop prodotto in Italia e all’ Estero.... Ed è proprio quando si fondono arte e musica che nascono certi prodotti che rischierebbero di passare in sordina se la curiosità non ci spingesse a navigare quasi quotidianamente (e convulsamente) in rete. Sarà anche uno sporco lavoro ma qualcuno deve pur farlo!"
Evvai!!!
Sono solo pochi giorni che la compilation è online, ma già iniziano le prime reviews ed i primi "consigli per i download".
Eccole:
- Surviving The Golden Age
- Kech
- Sciampagnino Tonight
Oggi ho finalmente inserito nel lettore il nuovo lavoro di David Smith e Phil Hodgson, ovvero gli Antennas To Heaven.
Si può facilmente intuire dal nome del gruppo (che rimanda infatti al secondo album dei GSY!BE) il genere di musica in questione. L'amato, o odiato, post rock!
Per quanto mi riguarda la croce è barrata fissa sulla prima opzione, e per quelli che la pensano come me l'invito è di ascoltare, procuravi, quest'album, Hermeneutics, la cui uscita è prevista per il 13 Agosto.
L'album è stato anticipato, esattamente tre giorni fa, dal singolo Gravy is Gravy, perfetto esempio della musica degli Antennas To Heaven, un suono che vede come unico prototipo quella Punk Rock dei Mogwai che per il sottoscritto è una delle canzoni più belle del gruppo di Glasgow.
L'album (come il singolo) sarà (è) reperibile sul sito della Corporation Records.
E dato che noi siamo soliti condividere le bellezze musicali che ci arrivano in casella con i nostri lettori, eccovi quello che mi sembra, dopo circa 15 ascolti, un quasi capolavoro...
Antennas To Heaven - 0734.mp3
Quello a cavallo tra l’11 ed il 14 Maggio è stato un weekend di fermento per quanto riguarda la musica live in Italia, anzi si può dire che la penisola è stato presa d’assalto da quella che due anni fa venne battezzata “The New British Invasion”.
Il tour ideale era il seguente: si partiva venerdì 11 con i The Futureheads al Covo di Bologna, poi si volava a Milano dove il 12 era di scena la nu-rave dei Shitdisco, mentre il 13 potevi scegliere tra i Bloc Party all’Alcatraz o
Certo, quando tutto e quando niente verrebbe da pensare, e forse in realtà è così! Noi comunque abbiamo deciso di puntare sui nomi che da più tempo latitavano la penisola: The Futureheads e Bloc Party.
Era infatti da oltre un anno che la band di Sunderland non attraversava le Alpi per intrattenerci con quello che ormai si può definire come il loro suono, un versione odierna del post-punk che fu venti anni fa dei Gang Of Four...
...Storia diversa quella che vede protagonisti i Bloc Party. I quattro londinesi sono infatti in pieno tour mondiale, anzi sono al giro di boa, subito dopo il tour americano e giusto prima dei grandi festival estivi tocca al tour europeo, il ché ha i suoi lati positivi (le nuovi canzoni sono ben rodate) e negativi (la stanchezza, dopo 3 anni quasi ininterrotti di tour, si farà sentire, no?)... [articolo completo qui]
I Perturbazione incarnano l’esatto modello di band, quella che si forma un po’ per scherzo sui banchi di scuola, che inizia a comporre le prime note nella propria cameretta, che ne passa tante e che finalmente arriva al grande pubblico.
Detta così sembrerebbe la trama di un teen movie anni 90 mentre in realtà è la storia dei Perturbazione, un gruppo con alle spalle quasi 20 anni di carriera e che quest’anno esce con il loro quinto album, Pianissimo Fortissimo. Ed è proprio in occasione del tour promozionale che la band piemontese fa tappa alla Flog di Firenze.
La serata si presenta come un piacevole ed improbabile meltin-pot musicale, perché, in occasione del Festival del Cinema Turco in corso nella stessa settimana nel capoluogo toscano, a dare il via alle danze, nel vero senso della parola, ci penseranno i Babazula. Il gruppo turco si presenta al pubblico italiano forte dell’uscita del loro terzo album, Belly Double, ed intrattiene ed incuriosisce per circa 45 minuti con sonorità ibride in bilico tra folk balcanico ed elettronica di matrice dub.
La band, tra le protagoniste del film-documetario “Crossing the Bridge – the Sound of Istambul”, porta in scena uno spettacolo che esplora l’arte in tutte le sue forme espressive, affiancando, ai musicisti, disegnatori (all’opera durante il concerto) e ballerine del ventre, piacevole esempio di sensualità in un mondo, quale quello odierno, in cui viene spesso confusa l’arte con la semplice nudità.
Ma molti sono lì solo per sentire il gruppo di Rivoli e finalmente... [articolo completo qui]
Finalmente ce l'abbiamo fatta, o meglio, finalmente ce l'hanno fatta, a portare i Verdena a Firenze.
Si perché la data toscana del gruppo bergamasco sembrava proprio che “non s'avesse da fare”, ma fortunatamente anche stavolta la Divina Provvidenza non si è tirata indietro.
Tutto ha inizio il 22 Febbraio, il giorno prima dell'evento, quando in radio inizia a circolare la notizia dell'annullamento del concerto, notizia che troverà conferma poco dopo con la notifica della nuova data, 12 Aprile. Ma ormai i giochi sono fatti, chi è dentro è dentro e chi è fuori, beh dovrà aspettare il prossimo scalo toscano dei tre bergamaschi, perché, com'era successo in precedenza a Napoli e Roma, anche a Firenze la data è sold out già in prevendita.
Questo dato può ben riassumere il polso dei fan, accelerato ed irregolare, perché c'è gente che aspetta i Verdena da ben tre anni, ovvero dall'uscita del precedente Il Suicidio dei Samurai, primo, magnifico, esempio di autoproduzione targata Henhouse.
Riavvolgendo veloce il nastro arriviamo quindi al 12 Aprile al Viper di Firenze, nuovo spazio live del capoluogo toscano, sede del tanto atteso concerto... [continua qui]
Spesso è necessario far passare un po’ di tempo dall’avvenimento per poterne parlare lucidamente, per poterne fare un’analisi ed una descrizione veritiera, perché quando le emozioni sono ancora fresche è facile che queste prendano il sopravvento.
Un incipit del genere sembrerebbe degno della finale della coppa del mondo, oppure della prima vittoria fuori casa dell’Italia della palla ovale, in realtà è solo un piccolo cappello introduttivo al viaggio che ha portato alcuni intrepidi dj di Facoltà di Frequenza al Motron Festival.
C’è un po’ di paura all’inizio, quando si intravede della neve ancora fresca depositata ai margini della strada, ma ormai il dado è tratto e si spera soltanto nella magnanimità di colui che i dadi li tira per definizione. Arrivati a Modena ad attenderci c’è quello che io definirei il quarto membro della spedizione, sempre presente, mattina, sera e notte, per i due giorni del festival, ovvero il cielo grigio e plumbeo carico di nuvole lì lì per esplodere in un diluvio interminabile.
Guardiamo l’orologio, sono da poco passate le 17, decidiamo di incamminarci quindi verso il Circolo Tube, sconosciuto luogo dove si terranno i concerti. Arrivati lì ci scontriamo con quello che poi scopriremo essere solo il primo di una lunga serie di cambiamenti, ovvero, a causa di una presunta rissa, avvenuta giorni prima, il locale non è agibile e quindi il festival è stato spostato al Vox di Nonantola…io odio i cambiamenti all’ultimo minuto! E odio soprattutto il Vox di Nonantola! E’ lontano, circondato dal nulla e continua a piovere!
Fortunatamente l’organizzazione ha pensato alle navette quindi l’andata è assicurata.
Arriviamo al Vox che non ha suonato ancora nessuno dei nostri favoriti ed iniziamo a pensare che poi forse è sbagliato fare troppo i polemici.
I primi a salire sul palco principale sono uno dei gruppi più interessanti della due giorni targata Motron, i Mixtapes and Cellmates. I cinque svedesi di Stoccolma imbracciano le loro armi, ovvero chitarra, basso, synth e tastiere varie, per guidarci in una fiaba agrodolce, giovanile quanto melodica, rude quanto riverberata. Ma il ri-contatto con la realtà è fin troppo brusco ed immediato, perché dopo appena tre songs i nostri sono già a salutarci e a rifoderare gli arnesi.
Noi siamo ancora un po’ basiti e ci chiediamo il perché di una così breve performance, quando qualcuno sale sul palco e ci avvisa che da lì a poco si esibirà un’altra band tra le nostre preferite, i My Awesome Mixtape.
Passa il tempo ma ancora nulla, poi sentiamo una melodia provenire dal piano di sopra. Scappo sù e li vedo, finalmente, i My Awesome Mixtape. La band è tra le cose più chiacchierate degli ultimi mesi dai blogger italiani, un po’ come lo furono agli inizi, per quelli americani, i Sound Team. Il sestetto bolognese non ha ancora... [foto + articolo completo qui]
Sabato 10 Marzo, ultima data italiana del gruppo inglese dell’anno, o almeno del gruppo inglese più chiacchierato dell’anno, perché, anche se siamo solo all’inizio di questo 2007, non penso emergeranno altre nuove band come quella dei tre inglesi in questione, ovvero Jamie Reynolds, James Righton e Simon Taylor, meglio conosciuti come Klaxons, veri pesi massimi della categoria Hype.
Arrivo al Estragon verso le 22.30, fuori c’è già la fila, come da previsione! Entro nel locale e capisco di come troppo spesso un genere, un gruppo, presenti già scritto nel dna la propria tipologia di fan. Quelli accorsi ad ascoltare i tre inglesi sono il meglio della gioventù indie nostrana, disordinatamente allineati nello spazioso locale, vestiti con la divisa d’ordinanza: giacca e cravatta rigorosamente strette e nere per i boys, maglietta a righe orizzontali, ballerine e frangetta per le ladies.
Ok, the party can starts!... [articolo completo qui]
Stando a quanto riferito sul loro sito si sarebbero potuti chiamare “One Dude and His Guitar”, “Only And Than Some” oppure “Ambitiously Ugly”, ma alla fine hanno optato per Say Hi To Your Mom, un nome che, se solo fosse venuto in mente ad una band napoletana, sarebbe stato il vero motivo del loro successo.
Ma loro non sono napoletani, in Italia pochi sono al corrente della loro esistenza, ed in realtà non sono nemmeno un gruppo vero e proprio, ma il progetto di un singolo, Eric Elbogen, che dopo tre album ha deciso che il quarto doveva essere un concept sui vampiri.
Nella stupenda Blah Blah Blah, su una batteria stile Postal Service, con quella voce quasi sussurrata, una caratteristica fondamentale del suono Say Hi To Your Mom, parla appunto di... [continua qui]
Say Hi To Your Mom - Angels And Darlas.mp3
Say Hi To Your Mom - Sad, But Endearingly So.mp3
Say Hi To Your Mom - Snowcones And Puppies.mp3
Chi è Bubblegun? Bella domanda! Sicuramente un ragazzo che ha passato gran parte della sua infanzia attaccato ai videogiochi nemmeno fossero una sorta di ghiandola mammaria artificiale! Se uno cresce così, a botte di schermate 8 bit, è facile che poi da grande dia vita a progetti singolari come questo.
Mentre artisti come Jeff Mills e Laurent Garnier si divertono a sonorizzare vecchi film muti, il nostro si esalta nello riscrivere quella che potrebbe essere la colonna sonora di uno qualunque dei tanti videogames oldschool stile “battaglia galattica”... [continua qui]